Green computing

Superdatacenter da pochi watt

Per abbassare gli abnormi consumi mondiali per l'elaborazione dati, un supercomputer fatto di chip a basso assorbimento.

Con il termine Green computing si indica la pratica di utilizzare risorse computazionali in modo efficiente dal punto di vista ecologico: ridurre l'uso di materiali inquinanti, minimizzare gli sprechi energetici, favorire il riciclo e l'utilizzo di materiali biodegradabili. In breve, si parla di sviluppo (eco)sostenibile per quanto riguarda il mondo dell'informatica.

Il tema dei consumi energetici che si accompagnano all'elaborazione elettronica dei dati ha assunto negli ultimi anni un ruolo di assoluto primo piano. Lo dicono le cifre: negli Stati Uniti oggi le aziende e le organizzazioni spendono 16 miliardi di dollari l'anno (quasi 11 miliardi di euro) solo per alimentare i computer, consumando quasi 200 TW (200 miliardi di watt) di energia. Una cifra da capogiro, se si pensa che l'intera Italia consuma complessivamente intorno ai 45-50 TW l'anno.

Il futuro è il Climate Computer: "Possiamo ottenere la stessa potenza di calcolo con un ventesimo del consumo di energia",  si ritiene che questa sperimentazione necessaria per un mondo in cui i computer center consumino tra 20 e 130 MW, anticipando così le contromisure ad una futuribile ma realistica vision di consumi eccessivamente alti.

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